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Sviluppo in salsa avvelenata…

21/12/2011

Di seguito pubblichiamo stralci dei verbali del Consiglio Comunale relativi ai dibattiti sulla variante ex Copeca, e sull’approvazione del Piano di Urbanistica Commerciale (PUC). La scelta dei testi ha privilegiato gli interventi il cui contenuto è parso esemplificare meglio le diverse idee in materia di sviluppo, concorrenza, uso del territorio. Un modo per aiutare i lettori a conoscere dal di dentro le parole consegnate agli atti da alcuni attori della scena amministrativa e politica; affinché ci si possa formare un’opinione sulla capacità o meno della politica, in questo momento, di comprendere, di prevedere e rispondere alle domande della realtà, e anche di guidarne la direzione.

Le parentesi tonde con all’interno tre punti, indicano le parti di testo volutamente omesse per rendere più scorrevole la lettura, evitando le ripetizioni tipiche del linguaggio parlato, o riferimenti ad altri interventi, contesti, o temi, non essenziali allo scopo. In corsivo, tra parentesi, le aggiunte nostre per collegare meglio le parti del discorso date per sottintese.

 

Verbale del Consiglio Comunale n. 75 del 27 luglio 2009:

“Progetto di variante allo strumento urbanistico vigente di cui all’art. 5 del D.P.R. 447/1998 -Cambio di destinazione d’uso senza aumento di cubatura da uso industriale ad uso commerciale di un capannone per la lavorazione di agrumi in via Matteotti. Ditta: Società Megastore srl con sede a Giarre, via Damiani Lanza n. 18”.

“Il Cons. Rocco Sciacca rileva che quello che il suo gruppo (il PD) aveva prospettato si sta avverando, infatti dopo il primo cambio di destinazione d’uso, della società Adda, è arrivata in Consiglio un’altra richiesta. Vuole ricordare all’Amministrazione che è scaduto il termine per l’approvazione del PUC, quindi questa è una forzatura. Non si può nuovamente forzare la mano portando un cambio di destinazione d’uso di proporzioni tali da comportare un impatto sulla città che non è da poco. (…)”.

“Il Cons. Biagio Caniglia, parlando a titolo personale, ritiene che l’opera come è stata prospettata sia interessante e sicuramente contribuirà a migliorare l’economia del paese. (…)”.

“Il Cons. Sebastiano (Enzo) Scalone ritiene che i consiglieri di minoranza invece di fare vera e reale opposizione preferiscono fare demagogia. Sostiene che se la pratica è arrivata in Consiglio è perché ha concluso l’iter burocratico-amministrativo e non ha nulla a che fare con il PUC. I consiglieri di maggioranza sostengono questo cambio di destinazione d’uso perché promuove lo sviluppo, la modernità e l’occupazione di cui il paese di Scordia ha tanto bisogno. (…)”.

“Il Cons. Francesco Leonardi chiede cinque minuti di sospensione”. (alle ore 21,26)

Alla ripresa dei lavori (alle ore 21,45) sono presenti 10 consiglieri.

Assenti: 10 – (Francesco Leonardi, Mario Manuele, Salvatore Burtone, Rocco Pernice, Salvatore Bonanno – della maggioranza -, Frazzetto, Vitagliano, Centamore, Sciacca, Agnello – della minoranza). In mancanza del numero legale la seduta è rinviata alle 22,45.

Alle 22,45 è presente solo il Cons. Biagio Caniglia, la seduta è rinviata all’indomani 28 luglio 2009 alle ore 19.

 

Verbale del Consiglio Comunale n. 76 del 28 luglio 2009:

“Progetto di variante allo strumento urbanistico vigente di cui all’art. 5 del D.P.R. 447/1998 -Cambio di destinazione d’uso senza aumento di cubatura da uso industriale ad uso commerciale di un capannone per la lavorazione di agrumi in via Matteotti. Ditta: Società Megastore srl con sede a Giarre, via Damiani Lanza n. 18”. (Seduta di prosecuzione)

Presenti: 12

Assenti: 8 – Giuseppe Frazzetto, Nuccio Vitagliano, Mario Manuele, Giuseppe Calandra, Francesco Leonardi, Salvatore Burtone, Mariella Centamore, Enzo Scalone;

Favorevoli: 10 – Rosario Minissale, Nicolò Ferro, Marco Todero, Carmelo Saitta, Biagio Caniglia, Silvio Caldiero, Rocco Pernice, Salvatore Bonanno, Giuseppe Zappalà, Salvatore Bellardita;

Contrari: 2 –  Rocco Sciacca e Salvatore Agnello.

 

Verbale del Consiglio Comunale n. 111 del 12 ottobre 2009:

“Approvazione progetto opere di urbanizzazione e schema di convenzione per la variante allo strumento urbanistico vigente (…) per il cambio di destinazione d’uso senza aumento di cubatura da uso industriale ad uso commerciale di un capannone per la lavorazione di agrumi in via Matteotti (…) – Ditta: Società Megastore srl (…)”

“Il Cons. Salvatore Agnello (…) Chiede che ci sia un nesso preciso tra l’apertura del centro commerciale e il completamento e quindi la cessione delle opere realizzate che sono a servizio della comunità. Ritiene che la convenzione debba recare un impegno da parte della ditta (…). Chiede chiarimenti circa la Circolare n. 4 del 23/10/2008 dell’Assessorato Regionale alla Cooperazione, Commercio, Attività Produttive e alla Pesca; come mai questa circolare (che imponeva il blocco delle autorizzazioni per i grandi centri commerciali nei comuni che non avessero adottato il PUC) non è stata citata nella delibera della variante urbanistica (la n. 76 del 28 luglio 2009), ed ora viene citata”.

Il Sindaco, Dr. Angelo Agnello, ricorda che il Consiglio Comunale è chiamato solo ad approvare una convenzione che è stata formalizzata nel rispetto delle leggi, e non è chiamato a riscrivere le leggi. (…) Ricorda che si tratta di un’opera che necessariamente sarà realizzata velocemente, in quanto la ditta stessa ha interesse a realizzare entro breve tempo l’opera”.

L’Assessore Santo Todero gli corre l’obbligo di fare delle precisazioni in merito al PUC il C.C. (Consiglio Comunale, ndr) è stato informato da egli stesso; la città è stata informata con una manifestazione pubblica assieme all’Associazione “Occhiuvivu”. In quella sede il Prof. Arrabito (redattore del PUC) sulle megastrutture ha detto che sarà la Regione ad autorizzare le megastrutture in base alla presenza sul territorio di altre strutture nel raggio di trenta minuti, (e che quindi) debbano rispondere a dei requisiti regionali. (…)”

Presenti: 13

Assenti: 7 – Rocco Sciacca, Giuseppe Frazzetto, Nuccio Vitagliano, Nicolò Ferro, Carmelo Saitta, Salvatore Burtone, Mariella Centamore;

Favorevoli: 12 – Manuele Mario, Minissale Rosario, Calandra Giuseppe, Leonardi Francesco, Todero Marco, Caniglia Biagio, Caldiero Silvio, Pernice Rocco, Bonanno Salvatore, Zappalà Giuseppe, Bellardita Salvatore, D’Agosta Francesco;

Contrario: 1 – Agnello Salvatore.

 

Verbale del Consiglio Comunale n. 72 del 7 ottobre 2010

“Adozione del Piano di Urbansitica Commerciale in variante al P.R.G. vigente – Legge Regionale n. 28 del 22/12/1999”

“Prof. Ignazio Arrabito, redattore del PUC: “Le grandi strutture devono soddisfare il requisito urbanistico, il parcheggio pertinenziale ma non c’è più l’autorizzazione da parte del Comune (che resta per gli esercizi di vicinato e le medie strutture), infatti per rilasciare il parere esiste una Conferenza di servizio presieduta da un delegato del Presidente della Regione, del Presidente della Provincia Regionale, del Presidente della Camera di Commercio e del Sindaco. Bisogna fare uno studio di impatto, bisogna avere soddisfatto parecchi requisiti, oltre a quelli tecnici, bisogna rispettare il contingente di bacino”.

“Il Cons. Carmelo Saitta ringrazia il prof. Arrabito e chiede di ampliare le aree destinate ad attività commerciale per evitare aree di privilegio. (…)”.

“Il Cons. Salvatore Agnello dichiara: “C’era una volta il PUC approvato dal Consiglio Comunale con delibere n. 60 e 61 del 20 e del 21 luglio 2005. Questo Comune (…) si era dotato di un piano di urbanistica commerciale. Era uno strumento di programmazione equilibrato, rispettava le esigenze dei consumatori ed era aperto a nuovi investimenti per migliorare l’offerta e la competizione nel settore commerciale. (…) si poneva esattamente lo stesso obiettivo che si pone questo piano (…): tentare di recuperare una porzione del patrimonio edilizio che per ragioni legate alla crisi economica nel settore agrumicolo rischiava di rimanere inutilizzato o peggio essere abbandonato al degrado (…). Lungo la strada provinciale per Catania (…). Ma ci ponevamo anche un altro obiettivo importante: abbinare lo sviluppo ad una cultura dello sviluppo sostenibile, dove lo sviluppo non comportasse il consumo di risorse naturali a partire dalla risorsa per eccellenza che è il suolo.

(…) quel piano, mi si consenta di precisarlo, non è stato respinto o bocciato dall’Assessorato Regionale al Territorio, ma è stato semplicemente restituito al Comune di Scordia perché venivano mossi rilievi non di sostanza sulle scelte del piano ma di forma (…).L’elemento sostanziale più importante è l’ultimo (dell’elenco): il piano di urbanistica commerciale interessa in gran parte aree ricadenti nell’agglomerato industriale del Consorzio ASI del Calatino la cui pianificazione, pertanto, non rientra nelle competenze comunali. (…) nel novembre del 2008, cioè appena qualche mese dopo l’approvazione del P.R.G., l’Assessore Todero, a nome dell’Amministrazione, di fronte ad un palese svarione da parte dell’assessorato regionale che considerava quella area (come trasferita al Consorzio ASI),  (…) si era impegnato a precisare presso l’Assessorato regionale (l’erroneità di) quella valutazione (…) perché il PUC approvato nel 2005 potesse essere riadottato acquisendo il parere del Genio Civile, sistemando gli emendamenti, apponendo le firme dove era necessario (…). (…) a gennaio del 2009, cioè appena due mesi dopo, al contrario, nella descrizione di quali fossero le intenzioni dell’Amministrazione ci fu detto che quel piano, (…) non andava assolutamente riproposto né corretto, ma rifatto nuovo, di sana pianta. (…)  Noi non possiamo accettare che il nostro territorio si trasformi in una sorta di grande supermarket a cielo aperto (…). Il mio totale è di 39.000 mq. coperti (…); con una media di 1 mq. di parcheggio per ogni metro quadro di superficie di vendita saremmo di fronte al raddoppio della superficie da impegnare per la realizzazione di questo piano (cioè a circa 80.000 mq. tra superfici coperte e  parcheggi).(…) non siamo in presenza per la media e per la grande distribuzione di ampie superfici coperte (da recuperare), (…) siamo all’occupazione di suoli in contrada Petraro, in contrada Fico, in contrada Barona, all’altezza della rotatoria del Veliero (…). (…) questo piano, a differenza del precedente consuma, a nostro giudizio, una quantità di suoli spropositata rispetto all’obiettivo che si pone (…). (Si sostiene qui, che) questa carenza di media e grande distribuzione ha drenato in questi ultimi anni molti consumatori in direzione del polo commerciale di Misterbianco e di Belpasso…, il prof. Arrabito stima 100 il valore della spesa di noi consumatori, e che sia andato fuori paese un 18% della spesa nel settore non alimentare e il 9% della spesa alimentare. Questo piano mi pare dovrebbe rispondere all’esigenza di far rimanere a Scordia intanto questo 18% e 9% di spesa e attrarre su Scordia altri consumatori dai paesi vicini (…). (…) prendiamo ad esempio la vicenda (…) dello Scordia Megastore, nell’ex Copeca: abbiamo fatto tanto baccano, ed è a suo modo l’esempio di quello che dovrebbe essere la grande distribuzione. Capite bene che quel progetto prevede (…) la realizzazione di 16 negozi di piccole dimensioni e di 2 grandi negozi che presumibilmente saranno alimentari ed elettronica. (…) strutture di queste dimensioni si può razionalmente pensare che possano rappresentare una attrazione per i consumatori che solitamente vanno a fare la spesa all’Auchan, alle Porte di Catania, ad Etnapolis o perfino a Melilli, dove si ha la possibilità di scegliere tra 150 negozi? (…) Chi frequenta Etnapolis e le Porte di Catania vi ascolta tutti i dialetti della Sicilia; allora o si decide di essere competitivi (…) e quindi misurarsi non sui 10.000 mq. ma su 10 volte 10.000 metri quadrati, oppure quello che noi stiamo facendo, credetemi, è soltanto dare il via ad una operazione che può soltanto danneggiare il nostro territorio senza apportare alcun beneficio.

(…) si è voluto, con questo piano, non interessare quelle aree che le direttive della Regione indicavano come aree preferenziali per l’insediamento della grande distribuzione: all’art. 15, comma 3, (…) leggiamo che le grandi strutture di vendita saranno di norma collocate o realizzabili in zone specialistiche del tipo sottozona D3 (zona industriale).

(…) L’idea (nel PUC del 2005 d’insediare la grande distribuzione) all’interno della zona industriale (…) dava applicazione a questa direttiva della Regione e realizzava di fatto un baluardo, un presidio di sicurezza in un’area che ha problemi di sicurezza. Lì dove si fosse realizzato un movimento quotidiano di mezzi e di persone, quella zona sarebbe stata salvata dai maleducati che ne fanno una discarica, (…) e dai tanti che pensano di mettere a repentaglio la sicurezza delle nostre aziende.

(…) Il nostro auspicio è che la crisi economica che stiamo vivendo in questo momento ci sia alleata in una opposizione di fatto a questo Piano, (…) che non si realizzi nessuna delle previsioni che noi non condividiamo, che rappresenterebbero un massacro per l’economia dei nostri esercizi commerciali, la scomparsa dei quali non può essere decisa, in termini di decimazione, dalla nascita delle medie e delle grandi strutture. (…) qui si stabilisce che medie e grandi strutture facciano giustizia dei troppi piccoli (…). (…) questo piano che voi proponete, produrrà effetti disastrosi sulla nostra economia, produrrà un consumo spropositato di suoli che non ci possiamo permettere e che, sostanzialmente è contro il presente e contro il futuro di questo nostro territorio.

Non ci sarete voi tra cinque anni a governare questa città, ma noi pensiamo, siamo convinti, che qualsiasi altra maggioranza o coalizione di qualsiasi colore, (…) dovrà riportare in quest’aula consiliare ad altri consiglieri comunali, una rivisitazione profonda di queste scelte (…)”.

“Il Sindaco. Dr. Angelo Agnello, manifesta incredulità e stupore dal tono elucubrante di colui che si augura una crisi economica al paese solo per il semplice piacere di non vedere la realizzazione di un piano che altri hanno fatto, si aspettava più eleganza e più stile. Non sottolinea tutte le contraddizioni ma si limita a spiegare che l’Amministrazione non ha fatto altro che tentare di evitare speculazioni allargando le aree perché ci possa essere concorrenza leale. (…)

L’azione distruttrice e catastrofica, ipotizzata dal Cons. Salvatore Agnello, non c’è perché l’intenzione di questa Amministrazione è quella di mettere in condizioni di lavorare una classe imprenditoriale e di valorizzare un patrimonio di strutture che altrimenti rimarrebbero delle cattedrali nel deserto, senza limiti ma lasciando che sia l’imprenditore a scommettersi su queste iniziative, purtroppo probabilmente già altri, parlando di megastrutture, si sono appropriati di tutto e non ci hanno lasciato nulla, quindi la preoccupazione che possano nascere chi sa quali scenari catastrofici, credo che sia solo nella fantasia del Cons. Agnello”.

Presenti: 13

Assenti:  7 – Rocco Sciacca, Nuccio Vitagliano, Mario Manuele, Marco Todero, Mariella Centamore, Giuseppe Zappalà, Giuseppe Burtone;

Favorevoli: 11 – Rosario Minissale, Nicolò Ferro, Giuseppe Calandra, Francesco Leonardi, Carmelo Saitta, Biagio Caniglia, Silvio Caldiero, Salvatore Burtone, Rocco Pernice, Salvatore Bellardita, Francesco D’Agosta;

Contrari: 2 –  Salvatore Agnello e Giuseppe Frazzetto.

 

Post scriptum

A proposito di buone intenzioni e strutture “che altrimenti rimarrebbero delle cattedrali nel deserto”, la 3a Commissione Consiliare, che si occupa di Urbanistica e Lavori Pubblici, il prossimo 22 dicembre tratterà dell’”Approvazione del Piano di Lottizzazione ricadente in zona specialistica commerciale D4.1 del Piano di Urbanistica Commerciale vigente, in contrada Barona nell’area catastalmente distinta al foglio 25 part. 1069, per la realizzazione di un edificio commerciale per media struttura di vendita…”.  Una costruzione nuova di zecca!

Cemento di fantasia, si capisce. (S.A.)

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