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Pacco napoletano di Salvatore Agnello

02/09/2010

Alleanza Siciliana a Scordia in una recente riunione, alla presenza di Nello Musumeci, ha stilato un lungo elenco di cose che non vanno e la cui responsabilità senza sconti è stata addebitata all’azione del primo cittadino. In testa a tutto la nettezza urbana - puzza e sporcizia dilagante non si possono certo nascondere -l’operato della polizia municipale. “L’una e l’altra sono un disastro” hanno detto chiaro e tondo gli amici all’ex presidente della provincia, e “qui ci rimettiamo la faccia, anzi tu Nello soprattutto ci rimetti la faccia, e tutto quello che ti sei guadagnato, perché ci hai convinti che Angelo Agnello fosse un asso”.

In privato Nello Musumeci, già pochi mesi dopo l’elezione del suo sindaco, non ha mai nascosto la delusione e un certo imbarazzo: pensava potesse essere un politico generoso, presente, innamorato della politica, della sua città, che sapesse ascoltare, accettare i consigli e governare con equilibrio. Per tornare utile elettoralmente al partito da lui fondato.

Conclusione? O il sindaco e l’amministrazione si danno da fare per una sterzata netta, si racconta così, o i quattro consiglieri di Alleanza Siciliana (Biagio Caniglia, Nicolò Ferro, Salvatore Bellardita e Franco D’Agosta) passeranno all’opposizione!

È difficile credere che possa accadere. Sarebbe necessaria una dose di disinteresse personale così elevata e tanto nobile, da non riuscire nemmeno a immaginarla nella realtà che conosciamo. O si tratta di avvisaglie per un altro posto in giunta? Il solo fatto di stare intorno al Palazzo, di entrarci, di qualificarsi, di stare in processione, attira l’attenzione del popolino e può regalare preziose rendite di posizione.  Grasso che cola. Perché buttare tutto via, quando, male che vada alla città, lavoro, famiglia e amici comunque possono rifiatare un poco?

I mal di pancia che investono il sindaco, dentro Alleanza Siciliana e nella maggioranza, sono vecchi e quotidiani, quanto innocui. Di fronte a minacce e ultimatum il sindaco si gasa, e si prepara a sferrare il colpo a effetto: le proprie dimissioni, sbattute in faccia a tutti gli scontenti. La sola parola, pare, abbia fino ad oggi sortito effetti miracolosi… tant’è che sono trascorsi due anni, così. Così, di male in peggio, sempre più lontani dalla città reale, sempre più avvinghiati a interessi di bottega, a guardare ognuno al proprio traguardo, a prescindere dai mezzi e dalle qualità. Idee fumose, soluzioni avventate, presunzione e improvvisazione. Per tutti nervi a fior di pelle, liti furibonde, vaffanculo e me ne fotto, dopo aver fatto a pezzi ogni ufficio che funzionasse. Illusi che amministrare Scordia fosse facile facile.

Musumeci in una intervista del 24 agosto scorso a pag. 3 de La Sicilia, sollecitato da Tony Zermo svolge una analisi che vede assai probabili le elezioni anticipate per il rinnovo di Camera e Senato. Posiziona con estrema chiarezza Alleanza Siciliana e La Destra al fianco del PDL di Berlusconi (quindi della Lega), e prevede in tale prospettiva che Raffaele Stancanelli, il sindaco di Catania, non possa che scegliere un seggio parlamentare, come altrettanto farebbe l’attuale presidente della Provincia Giuseppe Castiglione. La legge in vigore infatti se consente ai parlamentari di candidarsi alla guida di grandi città e province, nega al sindaco e al presidente in carica di candidarsi per sedere in una delle due camere. Dovranno scegliere. E, se il buon senso non farà le bizze, pensa lui, perché dovrebbero restare ancora tra le spine di proteste e bilanci al collasso, lontani da Roma?

Musumeci, senza troppi giri di parole, fa capire che dentro l’alleanza tra la Destra e il PDL, o l’una o l’altra poltrona, gli debba toccare, se vorranno i suoi voti e il suo carisma. Lontanissimi il patto delle Europee del 2009 con l’MPA, e l’ ipotesi di fusione nel nome dell’autonomismo, nella stessa intervista invita il governatore Lombardo a dimettersi o a rimettere in sesto la vecchia maggioranza e andare avanti. Lui si prepara a tornare un protagonista della scena, alla faccia degli ex AN invidiosi che l’hanno ostacolato nella scalata alla presidenza della Regione.

Stupirsi di che? L’attuale legge elettorale non perdona gli idealisti. E fare opposizione è dura, a destra come a sinistra. La scaltra Santanché ha lasciato per prima la compagnia e si è guadagnata (in tutti i sensi) un posto di sottosegretario al ministero per l’attuazione del programma.  Poi è stata la volta de la Destra di Storace alle elezioni regionali del 2010. Alleato di Castiglione alle provinciali del 2008, ma concorrente di Stancanelli a Catania nello stesso anno (e oggi all’opposizione), per Musumeci peseranno poco le vecchie ruggini con i suoi ex compagni di partito rimasti fedeli a Berlusconi. Fini nel frattempo ha liberato il campo, portandosi appresso una manciata di dignità oltre al fardello dei suoi errori.

In previsione dei prossimi appuntamenti elettorali, fa bene Musumeci a occuparsi di Scordia. A ricordarsi che l’attuale sindaco è una sua creatura. Come sa bene che la prossima volta, per raccogliere voti e vedere ancora piantata qui la sua bandierina, non potranno bastare le citazioni do’ zu’ Ninu o do’ zu’ Carmelu, le caricature dialettali, le pacche sulle spalle e il ricordo delle strade asfaltate in campagna.

Sarà difficile dimenticare il crudo mattone del pacco rifilato alla sua amata Scordia.

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