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Abbiamo, con nostra tristezza, avuto modo di constatare che di seguito ad una convocazione pubblica, per discutere sul nuovo percorso dell’Interbus (linea dell’autobus da Militello-Scordia-Catania e viceversa) promossa dall’Amministrazione comunale, dove la presenza di pochissimi cittadini ha indicato un duplice messaggio. Da una parte l’insufficienza dell’organizzazione, dall’altra una partecipazione a dir poco degradante da parte di molti cittadini investiti del problema. Certo, se qualcuno immaginava il fallimento (tra cui noi) per l’ipotesi prospettata e per la soluzione indicata, non v’erano dubbi. Il problema che sorge dall’esito della partecipazione di uno sparuto numero di interessati, non solo era nell’aria, ma veniva visto come un modo per passare il tempo e per dire che la democrazia era partecipata, senza per questo avere cognizione di causa e cognizione di effetto sull’esito. Allorché si indicava una prima soluzione con un itinerario contraddittorio, almeno per moltissimi cittadini, si rilevava facilmente che ogni e qualsiasi decisione diventava poco produttiva di consenso. Noi, pur non essendo contrari assoluti all’idea della ricerca di un più agevole itinerario dell’Interbus, abbiamo sempre espresso nei commenti sul Web che bisognava stare attenti agli input che venivano indicati da molte parti e che potevano dare un contributo alla soluzione del difficile problema. Ma, come ogni cosa una forza bruta metteva fuori campo la scelta dello studio, dell’approfondimento e dell’analisi delle varie soluzioni che diventavano evidenti e provenienti da più parti. Non ci siamo mai spiegati come si poteva affrontare il problema di cui trattasi, senza guardare serenamente come andava la circolazione degli autoveicoli lungo la via Principessa di Piemonte. Non v’era alcun dubbio che non avevamo escluso l’insufficienza dei nostri commenti Web per poter riaffermare che qualcosa non andava nel senso giusto. Comunque andranno le cose, è bene che si sappia che siamo contrari alla decisione tanto per farne una qualunque, mentre riaffermiamo che si abbia bisogno di uno specifico studio ed un approfondimento naturale dei segmenti che insistono sulla scelta da fare e successivamente sostenere con forza, il consenso sia sotto l’aspetto amministrativo, sia sotto l’aspetto politico. Noi aggiungiamo sotto l’aspetto sociale. Ebbene, non appartenendo ai contrari per forza o per antipatia, o peggio ancora per collocazione politica, diciamo solamente che il problema in esame va discusso ampiamente nella sede opportuna e necessaria che è il Consiglio Comunale e pubblicamente nella Città, anche se non disconosciamo la grande potenza numerica che governa questo momento difficile della nostra Comunità, senza, però, dimenticare che la passata stagione politica vedeva la maggioranza numerica nel Centro-Destra e le scelte consiliari, spesso, immotivate della generalità delle decisioni politiche. Dobbiamo aggiungere delle domande: La stragrande maggioranza numerica rappresenta sempre la giustezza della decisione politica? Il consenso elettorale è legittimato anche a decisioni impopolari e violatore di atti di relazione?L’azione amministrativa può violentare e scardinare il procedimento di legittimità e di legalità? Queste domande di principio ci consentono di allargare ogni e qualsiasi argomento che riguarda la politica nel suo insieme, per il semplice fatto che non possiamo derogare l’analisi, lo studio, l’approfondimento di ogni aspetto sociale e di offerta sia di servizi sia di decisione sui singoli problemi che investono la nostra Comunità. Bene, ci fermiamo. Lo riteniamo un nostro preciso dovere per il limite di non superare la paginetta dattiloscritta, ma che non si dimenticano che la convocazione ed il conseguente risultato fallito è un messaggio degradante nei confronti della nuova generazione. |
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riceviamo Scordia: la convocazione pubblica sul percorso dell’Interbus con pochi partecipanti è un messaggio degradante di Santi Meli |
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22/08/2010 |