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Scordia: riflessione sul consumo estivo in Piazza Umberto I o Piazza Sam Rocco di Santi Meli

26/07/2010

          Ci pervengono oralmente molte riflessioni sui motivi e su quali segmenti si fondano sia il consumo estivo, sia la realtà oggettiva che si constata in Piazza San Rocco o Piazza Umberto I. Ad essere sinceri non troviamo nessuna contraddizione con i valori ricorrenti e molto diffusi nella Nostra realtà comunale e l’espressione dell’avere come filosofia di vita e come integratore dell’espressione di volontà.

          È anche nostra convinzione che tutta questa realtà riguardante il consumo di Piazza San Rocco non dipenda da una solo fattore, ma dipenda da molti fattori. Pensiamo come primo elemento il risparmio delle famiglie. Diventa, almeno secondo il nostro avviso, un valore importante se si pensa che in presenza della crisi economico-sociale il detto risparmio delle famiglie recupera una parte del meno reddito derivante dal lavoro e dall’impossibilità di trovare un’occupazione relativa al proprio titolo di studio.

          Quell'oggettività di consumo di Piazza San Rocco (Piazza Umberto I) che prospettavamo prima, tiene conto del primo elemento che abbiamo citato sopra (risparmio delle famiglie). Diciamo questo perché, anche in tutto il Paese (Italia) la crisi che sta attraversando viene limitata da un risparmio privato, capace di dare un aiuto alle difficoltà che s’incontrano tutti i giorni ed in particolare in tutti coloro i quali non arrivano alla fine del mese. Ecco perché non ci trova in contraddizione il fatto che il consumo tiene lo stesso dato degli anni trascorsi.

          Un altro segmento che ci sembra di rilievo è: la possibilità di richiedere una liquidità di denaro dietro un impegno di pagamento frazionato nel tempo (banca. finanziaria, prestito diverso ect...) Questa disponibilità di liquido ci consente di affrontare il consumo di cui trattasi con molta facilità, tanto da non costituire un impedimento al consumo presente rispetto agli anni passati.

          Se i due suddetti elementi sono possibili e realizzabili, non osserviamo alcuna contraddizione tra un certo modo di vivere del passato e quello del presente.

          Ma, il fatto che si debba realizzare il consumo (gelati, bibite, pizzette, arancini etc…) senza tenere conto sia del reddito attuale e delle possibilità di futuri redditi per estinguere il possesso della liquidità, ci sembra che non vi siano le giuste riflessioni su un’eventuale impoverimento delle singole famiglia, ma più in generale della Città di Scordia. Se queste riflessioni vengono accantonate così come succede col gioco del “gratta e vinci”; allora dobbiamo ritenere che vi sia qualcosa di contraddittorio e forse anche d’insufficienza della sobrietà, così come lo abbiamo configurato in un precedente articolo su questo stesso sito.

          Riteniamo che una riflessione vada affrontata, senza affermare che l’oggettività del consumo estivo di piazza San Rocco sia un elemento di ricchezza di una Città che, nella sostanza, non sia effettivamente ricca e prosperosa economicamente e socialmente, così come si vuole dimostrare con molta facilità.

          Diciamo solamente: qualche difficoltà la riscontriamo.

          Se avessero ragione gli argomenti sulla “ricchezza” e poi constatare che non sarebbe la verità, dovremmo prendere atto della bella espressione di Barbara Garlaschelli in “Il paese è una pentola piena d’acqua che ribolle” (Cfr. Non ti voglio vicino, pag. 145).

          Insomma, stiamo attenti a non confondere l’aspetto esterno con l’aspetto interno, altrimenti faremmo un errore grave non solo culturale, ma in particolare di un modo di essere privo degli elementi a sostegno delle nostre argomentazioni. Siamo sicuri, però, che è facile cadere nell’equivoco.

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