Diciamo, innanzitutto, che più di millantato credito sul problema di cui al titolo si trattava di una battuta, tanto per dire una cosa come un’altra. Questa Città si abitua facilmente alle battute inutili e prive di fondamento, si tratta solo di dire qualcosa, il resto è nulla e facilmente comprensibile.

          Discorso anomalo. NOI, non lo diremmo mai al nostro lettore. Diciamo, invece, che si tratta di un modo di essere della stagione della semina. Certo, ci preoccupiamo molto della stagione della semina perché quando si presenterà la stagione del raccolto siamo ben preparati alla realtà e guai se non fossimo a conoscenza di quel tipo di prodotto. Non avrà acquirenti, si scontrerà con la domanda, s’inseriranno delle difficoltà oggettive e soggettive, insomma non ci dovrà mancare la presa d’atto di qualcosa che immaginavamo e che l’illusione espressa giustamente dal De Roberto si attesta nella delusione successiva.

          Non ci fa molto piacere ascoltare e verificare l’anomalia, il millantato credito, la smania di governare e di essere contraddittori con quanto affermato in precedenza, quello che ci fa soffrire è la nudità (superficialità) del messaggio alle nuove generazioni. Ah, quando vorremmo che non si verificassero questi messaggi. Vorremmo, invece, che ci si convincesse di reprimere le nostre insufficienze e le nostre incapacità per garantire quel minimo indispensabile alla comunicazione etica e di avere un significato logico di ciò che diciamo o affermiamo, senza alcuna cognizione di causa e senza lo studio normale di colui o di coloro i quali hanno il dovere di essere suffragati dallo studio, dalla ricerca e dall’impegno.

          Attraversare un periodo di confusione politica e sociale non dovrebbe rappresentare la fine del mondo, si tratterebbe soltanto di avere il senso delle cose e di non prospettare rivoluzioni che poi hanno il tempo che corrono.

          Ci viene in mente qualcuno (ex IdV) quando affermava che non si dovevano vendere i “lotti comunali”e poi, guarda caso, cambiando l’ordine dei fattori il risultato cambia. Potremmo dire: povera aritmetica, povera Scuola Media, poveri noi, ma teniamo conto che è la stagione della semina. Ci viene ancora in mente: le strade della Città di Scordia diventano carrate se si continua a filosofare di mettere bricciolino per coprire le buche, senza avere cognizione di causa del ripristino.

          Possiamo solo accennare, con questo breve pezzo, a qualche concetto minimale che speriamo non diventi realtà, ma soltanto un’aspettativa non contraria alla verità delle cose. Altro che dire qualcosa tanto per dirla.

          Caro lettore, verifica le date dell’approvazione dei passati bilanci di previsione di quest’Amministrazione e tenta di segnare anche gli altri che verranno, Ti accorgerai semplicemente che quanto affermato con quelle dichiarazioni non erano la verità. Ogni e qualsiasi segmento di elaborazione dovrà rimanere alle Tue considerazioni ed alle Tue stesse valutazioni. A noi è toccato soltanto ricordarle e ricordare anche che le nostre insufficienze non possono essere sempre scaricate sugli altri.

          Pensiamo che non bisogna abbruttire ancora di più la nostra Città. Riteniamo che non lo merita e abbiamo un solo dovere: far trionfare la verità delle cose, senza infingimenti e senza sparate inutili.

          La politica ritorni ad avere la funzione di risolvere i problemi della domanda con un’offerta dignitosa. Non basta dire…

riceviamo

Scordia: ma è una battuta quando si affermava che il bilancio di previsione di questo

Comune sarebbe stato approvato entro il 31 dicembre di Santi Meli

06/07/2010

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