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primo piano Ambelia…risorsa inutilizzata opportunità occupazionale per i giovani di Nicola La Spina |
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24/06/2010 |
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Come non parlare della tenuta “Ambelia” senza provare un sentimento romantico di ammirata bellezza? Posta in una zona collinare in territorio di Militello V. C. ma appena a 2 Km da Scordia, l'Ambelia è estesa per 45 ettari, coltivata ad uliveto e foraggere, vi sono presenti diversi caseggiati e stalle per gli equini. Un'azienda che ha una storia antica e prestigiosa. Appartenuta ai Principi Branciforti, la tenuta “Ambelia” dal 1884 fu il Regio deposito stalloni del Ministero della Guerra, ieri ed oggi assolve al compito di allevare e mantenere il cavallo puro sangue orientale. Un'azienda dalle potenzialità agrituristiche eccellenti, che potrebbe essere motivo di sviluppo turistico per tutto il comprensorio, posta in un territorio incontaminato, incorniciata da verdeggianti aranceti i cui frutti sono, veramente, tra i più buoni del Mondo, tanto che l'incredulo visitatore rimane affascinato dai luoghi e da quegli animali, i cavalli, che per secoli hanno accompagnato l'uomo nella sua storia. Correva l'anno 1978 quando una cooperativa giovanile di Scordia, la “Girolamo Li Causi”, ricordo che con un progetto ambizioso, chiedeva di gestire in concessione la tenuta dell'Ambelia, salvaguardando la destinazione primaria, quella per il mantenimento e l'incremento ippico. La cooperativa avrebbe dato all'azienda un indirizzo agrituristico, utilizzando al meglio le sue risorse e potenzialità. La coltivazione dell'uliveto, dell'agrumeto, la semina di foraggere, l'utilizzo di una parte delle stalle per allevare suini, l'utilizzo dei caseggiati per l'accoglienza diurna e notturna dei visitatori, un servizio di ristorazione, la riattivazione della pista ippica, teatro di vari concorsi ippici, tutto ciò era compreso nel progetto che la cooperativa “Li Causi” presentò a suo tempo e che avrebbe consentito l'impiego di almeno 20 giovani soci. Nel lontano 1978 un'occupazione simbolica dell'azienda ed una successiva manifestazione a Palermo non bastarono all'allora presidente della Regione Siciliana, il siracusano on. Nicita, a fargli dire si al progetto, redatto dal dott. Messina e spalleggiato con entusiasmo giovanile dal maturo e compianto Onorevole Otello Marilli. Le mosse successive da parte della Regione Sicilia furono tutte tendenti a negare la concessione, ai sensi della legge a favore delle cooperative giovanili in materia di concessioni di terreni demaniali incolti. L'assessore regionale all'agricoltura l'on. Aleppo di Acireale chiese l'intervento dell'Ispettorato Provinciale Agricolo di fare un sopraluogo e relazionare lo stato in cui versava l'azienda. Prima della preannunciata visita si diede tempo all'Istituto d'Incremento Ippico d'intervenire nell'azienda per renderla apparentemente produttiva ed efficiente. Furono potati gli ulivi, furono rifatte le staccionate, arati i terreni e riparato alla meno peggio i tetti crollati delle stalle. Un maquillage che alla successiva visita degli ispettori agricoli bastò per fargli relazionare il buono stato dell'azienda. I componenti della cooperativa di fame non morivano e quindi fu più facile che il sogno, di un lavoro a contatto con la natura, si infrangesse contro il muro di gomma dell'indifferenza e della burocrazia. Poi erano tempi di guerra fredda, tutto poteva avvenire, mai che una cooperativa giovanile, etichettata comunista, pur buono il progetto, potesse avere le dovute attenzioni da parte di un governo regionale democristiano. “Mancu si nni faceumu u sangu”. Sono trascorsi trenta anni, nel frattempo è stato scavato un pozzo per l'acqua, sono state apportate alcune migliorie, qualche ristrutturazione per evitare crolli è scomparso l'agrumeto, ma nulla più. Passano gli anni e l'Ambelia, una delle aziende più belle della Sicilia, rimane una risorsa inutilizzata per la comunità di Scordia e Militello V.C. C'è da chiedersi, così com'è a chi serve l'Ambelia? Di chi provengono le volontà a che l'Ambelia rimanga un'azienda sottoutilizzata, probabilmente con un bilancio in perdita? È nuovamente tempo di disoccupazione, soprattutto giovanile, 30 – 40 % nelle nostre zone, cosa propone in questi casi il Governo Regionale di fronte ad una azienda come L'Ambelia? Come sempre mi propongo un auspicio. Di recente si sono aperte, ai visitatori, per due soli giorni, le porte dell'Ambelia, un solo pic nic l'anno, tanto è fruibile dal pubblico l'azienda regionale. Alla vista di cotanta bellezza tanti giovani hanno ricominciato a sognare, immaginando il B&B, la piscina, il campo da golf, la pista per il trotto, il servizio di custodia ed allevamento dei cavalli etc. etc. In tempi in cui un giovane su tre non trova lavoro, che tanti sono costretti ad emigrare per crearsi un futuro, l'Ambelia può rappresentare, anche se non rilevante numericamente, una valida soluzione alla disoccupazione giovanile locale. L'auspicio mio è che i giovani riscoprano il piacere di lavorare insieme e che la Regione Sicilia grazie ai fondi comunitari, gli dia una mano. Semplice dirlo e farlo in altri posti del Mondo, facile dirlo anche in Sicilia, ma da noi l'aggravante è che, come per ogni buon progetto, realizzarlo diviene difficilissimo. Non sono più il giovane di trenta anni fa, ma l'Ambelia può rappresentare un impegnativo banco di prova, per la sfida che i giovani potrebbero lanciare alla nostra classe dirigente. |