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Millantato credito

17/06/2010

Cominciò il 30 settembre 2008 il sindaco a promettere con abbondanza di aggettivi qualificativi che si cambiava passo. Entro il 31 dicembre di ogni anno il Comune di Scordia avrebbe avuto il suo bilancio di previsione approvato, “per sapere con certezza uffici e assessori quanto spendere a partire dal 1° gennaio”.

Doveva accadere entro il 31 dicembre 2008, e poi entro il 31 dicembre 2009. Ma così non è stato.

Lo stesso valeva per il conto consuntivo dell’anno precedente, da adottare in consiglio comunale entro il 30 aprile dell’anno successivo. Puntuale in questo caso è stata, nel 2009 e nel 2010, solo la nomina da parte della Regione di un Commissario ad acta, per correre prima l’Amministrazione e poi il consiglio verso l’approvazione.

Anche in passato accadeva di non poter rispettare le stesse scadenze. Ma si sa che i governi di centrosinistra per natura sono inefficienti e guidati da fannulloni e incompetenti.

Giunse a salvare la città, da questo e da altri ripugnanti ritardi l’attuale sindaco, che promise “rivoluzioni”, e tanto ripeté espressioni come: “per la prima volta”, da far pensare che lui, si, poteva essere l’uomo dei miracoli.

Ecco così approvato il 29 luglio 2009 il “suo” primo bilancio di previsione 2009, il 25 giugno 2009 il conto consuntivo 2008, e il 18 giugno 2010 il conto consuntivo 2009. Mentre non è dato sapere dello schema del bilancio di previsione 2010 nemmeno approvato dalla Giunta Municipale, e il consiglio non è stato ancora chiamato a stabilire prima l’ammontare delle indispensabili entrate che produrranno i bandi per l’assegnazione dei nuovi lotti della zona 167. Termine ultimo per l’esercizio provvisorio, il 30 giugno 2010.

 

Dopo aver vantato capacità manageriali e taumaturgiche straordinarie, il sindaco chiederà responsabilità “alla politica”, farà la lista della spesa e delle entrate, per riconoscere che non è facile far quadrare il bilancio con questi chiari di luna. Non riuscendo a trattenere l’accusa che sul conto consuntivo è tutta colpa dei dirigenti che se la prendono comoda con l’accertamento dei residui (economie, incassi reali e previsioni), facendogli far brutta figura.

Tanta efficienza e puntualità inglese sono anche confortate dalla forza dei numeri di una maggioranza consiliare che non ha precedenti nella storia amministrativa di Scordia dal 1993!

 

Senza ironia.

Buon senso ed esperienza confermano che in questi anni è normale nella vita di un piccolo Ente e di migliaia di Enti locali più importanti il lavorio quotidiano di riscrittura, di verifiche e di limature in una proposta di bilancio. Non c’è pace per i comuni, bersaglio prediletto di ogni manovra finanziaria, sia che scontino situazioni di indebitamento, sia ricchi d’entrate e volenterosi d’investimenti, dovendosi attenere comunque ai vincoli imposti dal “patto di stabilità”.

Di anormale c’è stata la presunzione del centrodestra di opposizione che smaniava di governare per dimostrare quanto meglio sapesse fare del centrosinistra.

Di incommensurabile c’é la presunzione del sindaco che, nonostante continui a mancare ogni appuntamento da lui fissato, imperterrito millanta prodigi strategici e rivolgimenti organizzativi che non sono, né saranno, alla sua portata.

Cosa produrrebbe far baccano sul bilancio intorno a un calendario, o tallonare le fantasie di un affabulatore esperto di economia, motori a scoppio, ricci di mare e molto altro?

Tra le tante rivoluzioni promesse, la più attesa e straordinaria sarebbe che il sindaco finalmente ammettesse “faccio il possibile”. Senza, per carità, farsi prendere dalla fregola di spiegarci il perché!

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