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Se le trappole dell’invidia distruggono i talenti migliori.

Uno schizzo di fango ed è facile passare dalla gloria all’insulto di Francesco Alberoni - Corriere della Sera del 7 giugno 2010

08/06/2010

Il caso di Laura Antonelli, una delle più belle e famose attrici del cinema italiano, colpita da malvagità e da disgrazie, mi ha fatto venire in mente quante persone meritevoli e famose nel corso della storia sono finite povere o sono state perseguitate ingiustamente. È facile passare dall’applauso alla gogna, dalla gloria all’insulto. Anche per la persona più nobile e innocente, basta uno schizzo di fango e subito c’è gente che incomincia a trovarle difetti, a scoprire errori, colpe che vengono ingigantite.

Quanta gente di valore è stata schiacciata in questo modo. Socrate, il padre della morale razionale, è stato condannato a morte, Scipione il vincitore di Cartagine è stato accusato fino al punto da costringerlo ad andare in esilio, Galileo il più grande scienziato della storia è stato imprigionato, il creatore della chimica Lavoisier è stato ghigliottinano fra gli insulti del popolo, Semmelweis lo scopritore della cura della febbre puerperale che faceva strage fra le donne è stato rinchiuso in manicomio. In Italia penso a quanto è stato fatto a Enzo Tortora, un uomo dolce, amato dal popolo, travolto da accuse infami e additato al ludibrio.

C’è una misteriosa vicinanza fra la gloria e il ludibrio. La stessa gente che gridava «evviva» ora grida «abbasso», chi gridava «ti amo» ora grida «ti odio», chi gridava «vita» ora grida «a morte». Però, attenti, questo mutamento improvviso di opinione non avviene spontaneamente, è sempre opera di qualcuno che odiava già da prima e approfitta del momento adatto per convincere gli altri. Infatti, tutti coloro che emergono, che valgono, che sono ammirati e amati, hanno sempre dei nemici che li odiano e li invidiano in modo feroce. Finché sono amati, ammirati e hanno potere, queste persone piene di livore e di odio brontolano, mugugnano ma non possono fare altro che rodersi il fegato e sognare la vendetta. Ma appena la persona di valore si indebolisce o fa un errore o qualcuno la accusa ingiustamente, le scatenano contro una campagna di calunnie e di diffamazione, diffondono ogni tipo di menzogne, urlano allo scandalo e la fanno apparire un farabutto. E poiché sono decisi e organizzati trascinano gli altri.

Certo, c’è anche chi non si fa convincere, ma la maggioranza li segue come un gregge di pecore. Così una minoranza di malvagi e di invidiosi spesso riesce a portare alla rovina chi è migliore di loro manovrando la diffidenza, i sospetti e la credulità delle masse.

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