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attività consiliare Biomasse per produrre energia. Cercasi città attenta. |
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28/10/2009 |
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Un impianto per la produzione di energia elettrica e riscaldamento alimentato da biomasse (scarti vegetali e legno) potrebbe nascere a poche centinaia di metri dall’abitato di Scordia. È questo il progetto per il quale l’Amministrazione Comunale ha intanto fatto votare lunedì 26 ottobre dalla sua maggioranza in Consiglio Comunale uno schema di convenzione per regolamentare i rapporti tra la società interessata alla realizzazione dell’impianto e il Comune. I consiglieri comunali del Partito Democratico, insieme ai due dell’MPA, hanno sostenuto la necessità di poter disporre prima del voto, di adeguate informazioni sulla natura del progetto e sui rischi (se ve ne fossero) di un impianto che punta a produrre una potenza di 3,8 megawat. Ma a disporre di informazioni e di un contraddittorio abbiamo ritenuto indispensabile potessero essere anche e soprattutto i cittadini, considerata la letteratura scientifica sull’argomento non tutta concorde nell’escludere rischi per la salute, seppure a fronte di benefici sul piano dei consumi energetici. Non tanto sprovveduti da confondere inceneritori, termovalorizzatori e impianti a biomasse, i due consiglieri del PD, Salvatore Agnello e Rocco Sciacca, hanno assicurato l’assenza di pregiudizi nella trattazione dell’argomento, chiedendo soltanto la sospensione della discussione e del voto per consentire alla stessa Amministrazione di organizzare un momento di confronto pubblico sul progetto. Accolta dall’assessore Todero, firmatario della deliberazione sulla convenzione, la proposta di un rinvio ha trovato la ferma opposizione del sindaco, del resto della giunta presente e dei consiglieri di maggioranza determinati a votare la deliberazione quale passo indispensabile per dimostrare l’interesse verso il progetto presentato dalla Società Electonic Solar s.r.l. di Cappelletta di Novale (VE). A nulla è valso fare rilevare come dalla discussione fosse emersa una differenza sostanziale di informazioni sul progetto tra chi nella maggioranza, insieme all’Amministrazione ha avuto modo di studiare il progetto e interloquire con i tecnici della società, e chi dalla minoranza consiliare avrebbe solo dovuto votare senza avere avuto le medesime opportunità. Queste sono le leggi ferree della democrazia, alle quali chi ha il potere difficilmente transige per fugare il rischio di un “eccesso di democrazia” che certo nocerebbe alla salute dei cittadini più delle polveri sottili che potrebbe un impianto simile immettere nell’aria che respiriamo. Il sindaco, dopo aver incassato il risultato di un voto unanime dei suoi consiglieri sulla convenzione, a chiusura della seduta si è impegnato a convocare l’incontro pubblico richiesto dalle opposizioni, per l’esposizione del progetto e la discussione dei suoi contenuti anche in contraddittorio con esperti di diverso orientamento, per fugare qualsiasi dubbio sul carattere innocuo dell’impianto. Meglio sarebbe stato se la discussione avesse anticipato qualsiasi pronunciamento formale, anche se su atti non impegnativi, dimostrandosi sempre pagante la strada del confronto democratico, più di miseri atti di forza. Seguiremo con la massima attenzione l’evoluzione della discussione, mettendo in circolo, nei prossimi giorni materiali che potranno aiutare a comprendere meglio le implicazioni per il territorio e i possibili rischi derivanti da un uso distorto degli stessi impianti. |